Da Poste a Coop: arrivano gli operatori con tariffe scontate Operatori telefonici virtuali alla conquista dell’ Italia.

Negli ultimi anni sono spuntati come funghi decine di «Mvno» ( mobile virtual network operator), operatori che appoggiandosi alle infrastrutture di rete dei quattro big della telefonia mobile italiana (Tim, Vodafone, Wind e Tre) sono in grado di offrire servizi telefonici scontati alla clientela.

E’ questo, sfruttando la propria specializzazione legata a particolari nicchie di mercato, o riferita a una specifica tipologia di persone.

In Olanda, dove opera il maggior numero di Mvno, esistono operatori specializzati in pacchetti di chiamate internazionali low-cost per utenti stranieri che mantengono la famiglia nel paese di origine.

Nel Regno Unito, alcuni operatori hanno deciso di puntare sui segmenti di clientela appartenenti a una determinata fascia di età a cui viene proposto un elevato volume di chiamate e sms gratuiti in cambio di messaggi pubblicitari.

E in Italia? La prima a scendere in campo nel giugno 2007 è stata la Coop che è riuscita ad accaparrarsi in poco tempo una buona fetta di mercato.

In base ai dati Agcom, Coop Mobile ha messo le mani sul 16,8% del mercato nazionale degli operatori virtuali, offrendo pacchetti promozionali che prevedono ricariche telefoniche gratuite attraverso i punti accumulati facendo la spesa nei suoi supermercati.

Strategia che non ha lasciato indifferenti i maggiori competitor di Coop, corsi ai ripari predisponendo in tutta fretta un servizio del tutto simile.

E’ successo per Auchan, per Carrefour e per Conad Insim.

Ma l’ avventura di quest’ ultimo nel mondo della telefonia mobile è durato davvero pochissimo.

Il primo novembre scorso, stop alle ricariche in cassa con pin stampato sullo scontrino dei supermercati Margherita, Conad e Lecierc.

«In questo delicato momento economico, abbiamo scelto di concentrare i nostri investimenti su offerte che diano più valore al carrello della spesa», hanno spiegato da Conad ricordando che tutti gli ex clienti telefonici potranno mantenere il proprio numero di cellulare richiedendone la portabilità a un altro operatore.

Sull’ ottovolante dell’ Mvno sono invece saliti Intesa Sanpaolo, che ha stipulato un accordo con Acotel per la creazione di Nòverca Italia supportato dalla rete Telecom Italia; e il colosso petrolifero Erg che, attraverso la rete mobile di Vodafone, ha iniziato a proporre i propri servizi di telefonia mobile nei duemila punti vendita della propria rete di distribuzione garantendo buoni benzina a chi chiama o riceve telefonate sulle Sim Erg Mobile .

Ma è di certo Poste Mobile il protagonista indiscusso del mercato degli Mvno italiani.

Sfruttando la popolarità del brand, unita alla diffusione capillare sul territorio (14.500 uffici postali), le Sim delle Poste si sono accaparrate più della metà (53,5%) della clientela italiana migrata verso gli operatori virtuali mettendo in cassa il 59,8% dei ricavi generati dal business degli Mvno nella Penisola.

«L’ integrazione dell’ offerta di telefonia mobile con il portafoglio di servizi core di Poste Italiane sembra incontrare un maggiore favore da parte del pubblico rispetto ai servizi forniti dalle imprese della grande distribuzione», hanno spiegato dall’ Agcom.

«Basti pensare che il ricavo medio per linea registrato da Poste Mobile nel corso del 2008 si è attestato a 140 euro circa, a fronte di poco più di 100 euro della media degli Mvno appartenenti alla grande distribuzione».

E per cercare di incrementare la propria posizione, Poste Mobile ha lanciato un nuovo servizio dedicato agli anziani che garantisce un bonus di traffico pari alla metà dei propri anni per gli over 65.

Punta tutto sulla Cina, invece, Daily Telecom che offre tariffe stracciate per chiamare l’ Impero Celeste, mentre BT Mobile ha deciso di concentrarsi sul segmento business con un’ offerta per il mondo dei professionisti e delle imprese.