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(It) IL COMMERCIO ELETTRONICO TORNA A CORRERE + 15% NEL 2010

Nel primo trimestre del 2010 l’eCommerce B2c in Italia, inteso come il totale delle vendite realizzate da siti italiani, torna a crescere a doppia cifra con un +16% superando 1,4 miliardi di €. Si prevede una crescita del 15% nel 2010 con una quota di fatturato pari a 6,5 miliardi di €.

IL COMMERCIO ELETTRONICO TORNA A CORRERE + 15% NEL 2010

Su base annua cresceranno sostanzialmente tutti i principali comparti merceologici, tra cui si distinguono l’Abbigliamento (+45%), le Assicurazioni (+21%) e il Turismo (+19%). Proprio il Turismo si confermerà ancora il primo settore con oltre il 50% del valore dell’eCommerce in Italia. L’export è previsto in crescita e supererà finalmente 1 miliardo di €, prevalentemente grazie al contributo di Turismo e Abbigliamento. Crescerà del 6% lo scontrino medio arrivando vicino a quota 230 €.

Rimane comunque prevalente in Italia la vendita di servizi (67%) rispetto alla vendita di prodotti (33%), in contro-fase rispetto ai mercati esteri. Questa la fotografia tracciata dall’Osservatorio Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano giunto alla nona edizione.

Milano, 18 maggio 2010 – Torna a correre l’e-commerce in Italia e cresce a doppia cifra nel primo trimestre 2010. Il totale delle vendite realizzate da siti italiani registra, infatti, un incremento del 16% toccando quota 1.425 milioni di euro (con una stima di chiusura dell’anno a 6.505 milioni di euro). Crescono tutti i comparti, dall’Abbigliamento (+51%), all’Informatica ed Elettronica (+23%), al Turismo (+23%), all’Editoria, musica ed audiovisivi (+19%), alle Assicurazioni (+18%), al Grocery (+17%).

(It) Circuiti di pagamento

Il circuito di pagamento, associato alla carta di pagamento, non è altro che la compagnia che si occupa di propagare, attraverso una propria rete di comunicazione, le richieste di spesa, e le rispettive autorizzazioni, dall’esercente all’istituto emittente, e viceversa. Il circuito si occupa anche di verificare le operazioni di saldo, ovvero di contabilizzazione e parificazione dei conti sulla base delle transazioni effettuate dai singoli titolari presso gli esercenti. Le informazioni sulle operazioni di saldo vengono inviate continuamente all’ente emittente ed alla società di gestione dei POS , che inviano dati aggiornati ai loro rispettivi clienti: titolari e venditori.

I principali circuiti mondiali sono: Visa, Cirrus/Maestro, Diners, American Express.

Mentre, i principali circuiti italiani sono: Bancomat, PagoBancomat, Postamat.

Nello specifico mercato italiano i circuiti più diffusi ed utilizzati sono:

Cirrus/Maestro: il marchio è di proprietà di MasterCard. Avere una carta di credito appartente a questo circuito consente di prelevare, in tutto il mondo, denaro contante presso gli sportelli automatici ATM autorizzati e pagare gli acquisti presso gli esercizi commerciali convenzionati. Il circuito Cirrus è generalmente abbinato ai circuiti Bancomat e PagoBancomat, per questo è possibile utilizzare lo stesso codice PIN sia nel caso di utilizzo della carta in modalità carta di credito che in modalità carta di debito.

Visa: avere una carta di credito appartente a questo circuito consente di prelevare, in tutto il mondo, denaro contante presso gli sportelli automatici ATM autorizzati ed effettuare acquisti, tramite pagamento elettronico, presso gli esercizi commerciali convenzionati.

Bancomat e PagoBancomat: il primo identifica le operazioni di prelievo di denaro contante presso gli sportelli automatici ATM in Italia; mentre, il secondo rappresenta le operazioni di pagamento presso tutti i punti vendita italiani convenzionati e dotati di una macchinetta POS elettronica. I marchi Bancomat e PagoBancomat sono solitamente associati alla stessa carta, per questo il codice PIN è lo stesso sia per le operazioni di prelievo che per quelle di pagamento.

Ogni carta di pagamento è vincolata al proprio circuito di appartenenza: le operazioni di acquisto e di prelievo vengono consentite solo se lo sportello automatico ATM o la macchinetta elettronica POS sono convenzionate con il marchio del circuito (italiano o internazionale) riportato sulla carta di plastica.

Solitamente, per rendere noto ai propri clienti a quali circuiti sono convenzionati, gli esercizi commerciali espongono sulle loro porte le vetrofanie con i marchi dei circuiti accettati.

Un esercente convenzionato ad un circuito è quindi tenuto ad accettare sempre pagamenti per mezzo di carte di credito appartenenti a quel circuito, anche in caso di saldi, prodotti sottocosto o piccole somme di denaro. In caso contrario, il titolare della carta potrebbe decidere di avvisare la compagnia del circuito di emissione e di accettazione delle carte, che provvederebbe ad ammonire o sanzionare l’esercente.

Inoltre, una volta convenzionato con un circuito di pagamento l’esercente deve farsi carico del rischio di ripudio.

Il rischio di ripudio si presenta nel caso in cui il titolare della carta contesta l’addebito, affermando di non aver effettuato la transazione oppure di non aver ricevuto quanto acquistato dal venditore. In questi casi, infatti, al venditore potrebbe non essere corrisposta la cifra di costo della merce venduta oppure potrebbe essere obbligato a restituire tale somma di denaro. Per tutelare il venditore dal rischio di ripudio, molti circuiti hanno attivato particolari protocolli di sicurezza in grado di salvaguardare gli esercenti da eventuali problemi di chargeback, ovvero dagli storni sulle transazioni considerate fraudolenti.

(It) Le nuove regole per l’offerta di servizi di pagamento

Dal sito di Banca d’Italia

Il 1° marzo 2010 entra in vigore il decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11 – pubblicato sul Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2010 – che recepisce in Italia la direttiva 2007/64/CE sui servizi di pagamento nel mercato interno (Payment Services Directive – PSD).

Gli obiettivi di fondo della riforma sono rappresentati dalla tutela della clientela, attraverso il miglioramento della qualità dei servizi di pagamento, e dalla promozione di una maggiore concorrenza nel mercato dei pagamenti al dettaglio, in coerenza con il processo di integrazione europea avviato con il progetto SEPA del quale la PSD rappresenta la cornice normativa di riferimento.

Il provvedimento si compone essenzialmente di due gruppi di norme: quelle che regolano le condizioni dell’offerta di servizi di pagamento all’utenza finale (cittadini, imprese, Pubblica Amministrazione) e quelle che abilitano una nuova categoria di operatori – denominati istituti di pagamento – all’offerta di servizi di pagamento all’interno dell’UE. Gli istituti di pagamento potranno esercitare attività commerciali accanto all’offerta di servizi di pagamento; ciò faciliterà l’apertura del mercato nei riguardi di operatori che dispongono di un’ampia rete di punti di contatto con l’utenza, come ad esempio quelli di telefonia mobile o della grande distribuzione.

Il nuovo quadro normativo si applica solo agli strumenti di pagamento più efficienti e cioè quelli elettronici quali bonifici, addebiti diretti, carte di credito e di debito, rimesse di denaro (cd. money transfer); restano esclusi il contante e gli strumenti cartacei (in particolare gli assegni). L’utilizzo degli strumenti elettronici viene incoraggiato attraverso forme di tutela rafforzate per il cliente come, ad esempio, il diritto di chiedere il rimborso o la correzione dell’operazione quando essa è stata eseguita in modo inesatto o in mancanza di autorizzazione. Alcune tra le novità più significative sono percepibili dagli utenti con immediatezza. E’ questo il caso, ad esempio, della previsione di tempi massimi certi per la completa esecuzione dei pagamenti: non più di un giorno, prorogabile a tre su accordo delle parti e soltanto fino al 1° gennaio 2012.

Il decreto introduce anche nuove regole di trasparenza sulle informazioni da fornire alla clientela (prima, durante e dopo la prestazione di servizi di pagamento) prevedendo garanzie rafforzate con l’obiettivo di mettere il singolo utilizzatore nella condizione di valutare, tra le proposte del mercato, quella che meglio soddisfa le sue specifiche esigenze.

Le regole dettate in materia di diritti e obblighi delle parti e di contenuto dei servizi di pagamento sono rimesse al presidio della Banca d’Italia in funzione di autorità di sorveglianza sul sistema dei pagamenti che potrà emanare istruzioni volte a facilitarne l’applicazione. Le disposizioni prudenziali in materia di istituti di pagamento e quelle di trasparenza sono state introdotte mediante modifica del Testo Unico Bancario.

La Banca d’Italia, competente ad esercitare la vigilanza su tali settori, ha emanato disposizioni attuative della relativa disciplina disponibili in questo stesso sito.

Documenti relativi:

Attuazione della direttiva 2007/64/CE

Disposizioni di vigilanza per gli istituti di pagamento

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